Impermanenza e morte - Ritiro di meditazione
Dice Achan Sumedho sull'impermanenza: "Non si tratta di un atteggiamento filosofico o di aderire a una qualche teoria buddhista: l'impermanenza va conosciuta intuitivamente aprendo la mente all'osservazione, ed essendo consapevoli delle cose così come sono."
Negando l'impermanenza o la transitorietà dei fenomeni inclusi noi stessi come facciamo troppo spesso anche per abitudine culturale neghiamo un'inevitabile legge della natura aprendo la porta alla delusione. Facendo amicizia con essa possiamo attraversare con maggiore facilità gli eventi critici della vita come le separazioni, i lutti o la nostra stessa morte.
In questo ritiro proveremo a lasciar emergere l'intuizione del processo inarrestabile delle esperienze così come sono. Quando ciò accade si rilassa finalmente il desiderio frustrante e impossibile di fermare le cose e insieme collassa la paura di non riuscirci e si apre l'esperienza della pace interiore.
Legenda
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