Incontrare la vita nella morte
L'argomento introdotto un anno fa da venerabile Ghesce Tenzin Tenphel viene riproposto per fornire approfondimenti e nuovi spunti di riflessione per imparare a considerare la morte un processo naturale e implicito della vita stessa.
Dal punto di vista buddhista questa vita è solo una delle infinite vite già vissute in passato e che vivremo in futuro.
Morire è un passaggio complesso, che tuttavia può diventare semplice, come lasciare un vestito vecchio per assumerne uno nuovo, con la rinascita.
In un certo senso potremmo dire che il buddhismo considera il corpo come un abito un po' speciale, che indossiamo fin dal momento della fecondazione e che cresce con noi, in modo talmente unitario con il nostro flusso mentale che finiamo con l'identificarci col nostro corpo e dimenticarci che siamo altro. Per questo abbiamo paura di morire, di annientarci insieme al corpo. Morire bene, per il buddhismo, è come lasciare questo corpo come un vecchio vestito, con la serenità di stare affrontando un passaggio che ci porterà in altre esistenze, in altre reincarnazioni. Poiché è una fase importante, il buddhismo tibetano spiega dettagliatamente i vari momenti della morte, dello stato intermedio verso la rinascita e della rinascita. Un'analisi molto interessante anche per gli scettici.
Fuori degli orari del corso, i partecipanti potranno assistere a lezioni di yoga integrale guidate da mariella Castagnino
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